29 ottobre 2015

Siamo agli albori di una nuova era per Google, il cui assetto organizzativo cambia dalla A alla Z… I fondatori Larry Page e Sergey Brin hanno annunciato al mondo una vera e propria rivoluzione nella struttura corporate del colosso tecnologico di Mountain View; frutto di questo profondo stravolgimento della struttura aziendale è stato la creazione di Alphabet.

Alphabet, di cui Page è l’amministratore delegato e Brin il presidente, è una holding sotto il cui brand convergono Google e tutte le divisioni che, in precedenza, gli facevano capo. Google è, invece, nelle mani di Sundar Pichai, in precedenza Senior Vice President di Chrome, Apps e Android, e che ora ricopre il ruolo di CEO. I titoli Google sono stati, inoltre, convertiti automaticamente nello stesso numero di azioni di Alphabet.

L’idea alla base di quest’operazione è che le società come Youtube ed Android, che rappresentano il core business aziendale e che si occupano di “tutte quelle idee che all’epoca sembravano folli ma che ora sono utilizzate da più di un miliardo di persone”, debbano essere separate dalle divisioni di ricerca ed investimento ed ogni altro tipo di start-up la cui attività sia lontana dal mondo del web. Tra le appartenenti a quest’ultimo “blocco” ricordiamo: Google X, che si occupa dello sviluppo di progetti di auto senza conducente e di un programma che prevede l’utilizzo dei droni nell’ambito servizi postali, Calico, laboratorio di sperimentazione medica, e Google Ventures, sezione dedicata agli investimenti ad alto rischio.

Ma perché stravolgere l’assetto organizzativo ed operativo di un gigante con un fatturato pari a 17,3 miliardi di dollari?

La risposta va cercata nelle esigenze organizzative avanzate da un business che vede nel web il suo nucleo originario, ma che in seguito ha diversificato la propria attività, divenendo tentacolare.

L’obiettivo?

Aumentare la trasparenza nei confronti degli investitori ed incrementare l’autonomia di ogni divisione, trasformandola in un business indipendente e migliorando il sistema di direzione e controllo di ognuna di esse.

Il risultato atteso è una gestione più efficiente, che dovrebbe migliorare i frutti dell’attività condotta da ogni impresa e start-up sotto il controllo di Alphabet.

La nascita di Alphabet è la dimostrazione di come le imprese di successo operanti nel mondo della tecnologia siano spesso complicate da gestire, e di come questo renda difficile l’implementazione di cambiamenti organizzativi ma – come afferma la coppia Page-Brin – “nel settore tecnologico, in cui le idee rivoluzionarie fanno da apripista alle future aree di crescita, bisogna essere un po’ scomodi per rimanere importanti”.